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La scuola è importante ma le lezioni fondamentali si imparano in famiglia.

di Francesca (17/10/2008 - 16:40)

In questi giorni su giornali e TV si parla sempre più spesso della riforma Gelmini: tutto questo parlare di scuola mi ha portato a riflettere sul ruolo educativo di tale istituzione e su cosa invece, non a buona ragione, ci si aspetta.

Oggi vorrei utlizzare questo spazio che mi sono ritagliata su internet, per esprimere la mia personale opinione su alcune posizioni che sento esser prese da molti gentori e con le queli non sempre mi trovo concorde.

Innanzitutto vorrei chiarire che, dalla "scuola" come istituzione ci si aspetta giustamente professionalità e competenza. E' ovvio il desiderio che i propri figli vengano accompagnati nei personali percorsi di formazioni da insegnanti preparati sia sulle materie di insegnamento sia sul modo di trattare con i propri alunni. Al di là quindi, di pregi e difetti personali, è bello sapere che il ruolo di insegnate sia ricoperto da persone con capacità ed elasticità mentale.

Tuttavia sento in giro, leggo su riviste o alla televisione, come spesso alla scuola sia demandato il ruolo di "educatrice" nel senso più profondo del termine. 
Mi pare di intuire ( e corregetemi se mi sbaglio) che molti genitori si aspettino che l'educazione ai propri figli venga data dal personale docente. Peggio ancora quando si pensa che una nota od una sospensione possano "raddrizzare" un bambino/ragazzo. Così sento dire che il voto in condotta potrebbe essere utile come "deterrente" per comportamenti aggressivi per atti di bullismo: in verità credo sia una pessima interpretazione!
Personalmente sono d'accordo nel dare un voto sulla condotta comportamentale di uno studente ma solo nel mometo in cui questo sia uno strumento positivo e propositivo: un possibile campanello d'alllarme affinchè i genitori possano rendersi conto di un problema o un disagio del proprio figlio.

Sono convinta che solo i genitori giochino un ruolo fondamentale nell'educazione dei figli perchè è in famiglia che si apprendono le prime e primarie regole di comprtamento. E' la famiglia stessa che fornisce gli strumennti con cui un bambino/ragazzo interpreta la realtà e agisce di conseguenza.
Penso che sperare nel fatto che dei comportamenti poco educati o aggressivi possano essere modificati da scuola e insegnanti sia un'illusione.
Allo stesso modo credo invece che una sana riflessione sui comportamenti tenuti da tutti i famigliari (mamma e papà compresi) aiuti sicuramente a riconoscere dove i meccanismi per una sana convivenza in famiglia e con il mondo esterno si vanno ad inceppare creando storture che, nei casi più estremi,  possono arrivare fino ad atti di vandalismo o bullismo.
Educare i figli e un po' come intraprendere un cammino con loro: da un lato li si accompagna, donando loro il bagaglio delle proprie esperienze, dall'altro, si ha la possibilità di rivedere se stessi e il proprio modo di fare con la possibilità di migliorarsi per il bene proprio e dei propri ragazzi.

In questo "cammino" è utile ricercare il sostegno e la collaborazione degli insegnanti (ovvio che mi riferisco a quelli che ho descritto più sopra, perchè so bene, come ex studente, che non tutti gli insegnanti hanno capacità e professionalità necessarie per definirsi tali) per avere un punto di vista esterno, per chiedere un consiglio, un parere e via dicendo. Sono però fermamente convinta che solo la famiglia possa dare i veri strumenti ai giovani per instaurare un buona rapporto con se stessi e con tutti gli altri.

Tag: famiglia,scuola,educazione,comportamento

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