CARTA D'ERITREA: QUANDO IL BIOLOGICO MADE IN ITALY HA RADICI IN AFRICA
Il biologico ha radici ben più lontane nello spazio e nel tempo di quello che pensiamo, e tuffarsi nella storia della Carta d'Eritrea, ancora oggi in commercio anche se sconosciuta ai più è un po' come tornare indietro nel tempo. La Carta d’Eritrea è quindi un prodotto tutto italiano che mai come oggi risulta utile: non solo ha svariate proprietà ma è anche biologica perché non inquina e rispettosa della nostra salute perché è un prodotto creato con ingredienti naturali selezionati. Bruciata nelle stanze, un piacevole e persistente profumo e sviluppa, inoltre, ossigeno nascente che agevola la respirazione negli ambienti sempre più soggetti a forme di inquinamento. Proprio nei nostri tempi così tecnologici ed avanzati, è bello riscoprire un “Made in Italy” semplice sicuro e che tanto ha da offrici.Ulteriori notizie su www.rosycotton.it
Un prodotto assolutamente bio che da ottant'anni profuma e purifica le le case degli italiani.
La vicenda della Carta d’Eritrea comincia nel 1927. Il dott. Vittoriano Casanova durante un viaggio in Eritrea e Somalia scopre come, in quegli allora remoti luoghi, le resine ed i balsami venissero usati per profumare e purificare i palazzi.
Tornato in Italia a Piacenza, crea la Carta d’Eritrea che ancor oggi, da oltre ottant'anni viene preparata con ben 35 resine e balsami (Mirra, Olibano, etc.) provenienti dal Corno d'Africa appunto.
Le resine e le essenze sono polverizzate a mano in un mortaio e solo successivamente sciolte in alcool puro vegetale. Le risme di carta da filtro, imbevuto con il miscuglio profumato, sono lasciate in infusione per alcuni giorni fino all’assorbimento. Tutti i fogli vengono poi stesi, tagliati e perforati per realizzare lo "storico" libretto da 24 listelli, che diffonde il suo delicato profumo nelle nostre case
In più, la gradevole "nube aromatica" che si libera quando se ne accende un listello purifica l’aria dai germi e tiene lontani gli insetti che proprio in questa stagione possono dare tanto fastidio la sera.



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